Ci si avvia con il sentiero 313 da Piazza Falconi (punti di interesse Palazzo Baronale, Museo della Civiltà Contadina e dei Vecchi Mestieri, Bertesca) e si percorre dapprima Via Roma. Lungo questa strada si incrocia Via Arco dove si consiglia una breve sosta per vedere una lapide che ricorda che lì nei secoli passati c’era uno Xenodochio. Si prosegue lungo Via San Giovanni per giungere al “Cutturiegl” - Via Maiella - dove si trova un Motore a Vento, un piccolo impianto eolico realizzato per fornire energia meccanica ad un falegnameria.

A proseguire si scende nella Pineta di San Giovanni per proseguire lungo la Strada Provinciale fino ad imboccare la stradina con indicazione Sotto la Terra, dove inizia il sentiero 314
Lungo il percorso si trovano antiche masserie, talune risalenti al 1800.
Proseguendo si incrociano i sentieri 335 e 335A.

Il 335A conduce alla località "Acqua Zolfa", mentre il 335 presenta due alternative, il rientro a Capracotta attraverso l’antico Tratturello oppure volendo allungare il percorso si procede verso i Tre Confini per poi giungere alla stazione di partenza degli impianti di risalita di Monte Capraro e quindi a Capracotta.

 

 

 

 

Luogo di ritrovo Piazza Falconi (punti di interesse Palazzo Baronale, Museo della Civiltà Contadina e dei Vecchi Mestieri, Bertesca) scendendo lungo Via Santa Maria di Loreto si svolta a destra angolo Via Sangro prendendo il sentiero 335, che nella sua prima parte coincide con l’antico Tratturello che collegava Castel del Giudice, Capracotta, Sprondasino.


Il sentiero, passando nei pressi di un’azienda di allevamento di ovini, segue un percorso ben segnato fino alla Sorgente del Mulo dalla quale, passando attraverso prati falciati, si giunge alla strada carrareccia che coincide in parte con il sentiero 314. Appena dopo questo incrocio il 335 si dirama nel sentiero 335A che conduce all’Acqua Zolfa. Questa sorgente, ancora oggi perfettamente produttiva, già nota da tempi remoti, veniva sfruttata all’inizio del secolo scorso dai clienti dell’Albergo Quisisana di Capracotta per la cura di malattie della pelle.


Nel proseguire il 335 si raggiungono gli imponenti resti della Masseria di Maone, che ci ricorda di come queste contrade fossero una volta frequentare da innumerevoli persone dedite all'allevamento del bestiame.


Continuando il sentiero in salita si attraversano aree ricche di ginepri, di cespugli di Rosa Canina ed di resti di una florida civiltà agropastorale, fino a si giungere in località Tre Confini.


Nel continuare il percorso si raggiunge una stradina al servizio dell’impianto eolico di San Pietro Avellana, seguendola si arriva alla Strada Provinciale e svoltando a sinistra, dopo aver superato la Fonte Sotto il Monte si prosegue verso la lapide dei Fratelli Fiadino e poi verso Capracotta.

 

Partendo da Piazza Falconi (punti di interesse Palazzo Baronale, Museo della Civiltà Contadina e dei Vecchi Mestieri, Bertesca), come prima tappa si raggiunge il Santuario della Madonna di Loreto, e dopo averlo visitato ed aver ammirato il panorama della Valle del Sangro a nord e della Valle del Verrino a sud, ci si sofferma qualche momento al Monumento all’Emigrante ed appena dopo alla Pineta del Ricordo.

Dalla Località Sotto il Monte, nei pressi della lapide che ricorda la tragedia dei Fratelli Fiadino fucilati dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale, si sale nei pressi della lapide e a poche centinaia di metri si incontra il sentiero 333 che porta alla Località Pesco Bertino.

Questa località è stata per molto tempo luogo di scampagnate per i capracottesi attratti dalla sua ubertosità, effetto di una ricca sorgente di acqua oggi captata dal comune di San Pietro Avellana
Attraversando un bosco formato da faggi di alto fusto e costeggiando Monte Civetta si raggiunge la sorgente Fonte dell’Orso e dopo aver percorso le falde di Monte Capraro ed aver attraversato la località Ospedaletto, percorrendo una viabilità sfruttata dal Corpo Forestale dello Stato per un rimboschimento effettuato negli anni settanta, si raggiunge La Crocetta.

Da La Crocetta si può proseguire su altri sentieri o rientrare nel centro abitato di Capracotta.

 

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